Chiesa di San Michele a Ome
Nella Franciacorta, sul territorio del comune di Ome, poste sul crinale della collina chiamata “costa di San Michele” sorgono l’omonima chiesa ed i resti di un antico castello. Da questa dorsale si gode di un ampia visuale sulle due valli dette del Nas e del Fus, che sono attraversate rispettivamente dai torrenti Martignano e Gandovere. L’esatta data d’origine del sito non è nota, anche se i rilevamenti archeologici ipotizzano la presenza di un insediamento nei secoli VII-VIII. Il primo documento storico riguardante il territorio del comune di Ome risale al 1090 e riferisce della vendita al Cenobio Benedettino di Rodengo di un terreno collocato in Fundo Rodingo.
L’attuale aspetto della chiesa risale al XV secolo. Sono tuttavia conservate le riconoscibili testimonianze di un'originale cappella ad aula unica orienta in direzione est-ovest come si osservava classicamente nelle chiese di fondazione romanica o precedenti.
In Franciacorta sono presenti due ulteriori edifici sacri dedicati a San Michele che presentano caratteristiche in comune con quella di Ome: la Chiesa di San Michele posta sul Monte Orfano di Rovato ed i ruderi dell'Oratorio di San Michele posto sul versante del Monte Alto che si affaccia sull'abitato di Colombaro di Corte Franca. Gli edifici sono considerati risalenti all'età longobarda e sono costruiti in alto su una collina o sulle pendici di un monte. In entrambi i casi sono collocati lontano dai centri abitati e sono collegati ad una vicina struttura fortificata di età medioevale.
La conferma dell'originale orientamento dell'asse della chiesa lungo la direttrice est-ovest si è avuta dall'esecuzione di alcuni scavi archeologici eseguiti sul lato orientale dell'edificio sacro. Da questo lato dell'edificio è stata infatti rinvenuta, ad una profondità di circa 15 cm, la struttura muraria ad andamento semicircolare dell'abside della chiesa romanica con una muratura dello spessore di 75 cm conservata solo a livello di fondazione e collocata al di sotto di circa 40 cm dall'altezza della pavimentazione dell'interno della chiesa. Ciò dimostra l'esistenza di un edificio preesistente le cui fondamenta si sono dimostrate essere poste direttamente sullo strato roccioso della collina. Da questo rilevamento è inoltre emerso che un insediamento umano era già presente sul territorio ancora prima della costruzione dell'edificio sacro. Ulteriore elemento particolare che è emerso dagli scavi è stato il rinvenimento di una tomba realizzata con lastre di pietra addossata direttamente alla roccia e ai primi corsi di pietra della fondazione che accoglieva le spoglie di un bambino. Tale tomba è risulta verosimilmente contemporanea alla fondazione dell'edificio stesso.
L'interno della chiesa doveva essere riccamente affrescato. Oggi rimangono solo alcune opere che sono in grado comunque di farci capire la tipologia iconografica delle pitture un tempo presenti. Tra queste ritroviamo la nota raffigurazione di San Michele localizzata sia sulla parete sud che est dell'edificio, entrambe raffiguranti il santo vestito di un'armatura che regge la bilancia sui cui piatti sono poste le anime dei defunti che devono essere giudicate nel noto rito della "pesatura delle anime" o psicostasia.
Sulle pareti interne dell'edificio sono inoltre presenti alcuni curiosi disegni a carboncino che riproducono delle navi, in particolare della galere, imbarcazioni con un albero maestro e numerosi remi che venivano utilizzate dai veneziani. Queste rappresentazioni sono state datate intorno al XVI secolo e si presume costituiscano ex-voto di marinari.
Numerosi sono gli esempi di chiese dedicate a San Michele in Italia, come la famosa Sacra di San Michele in Val di Susa e all'estero, l'altrettanto ben noto Santuario di Mont Saint Michel sulla costa settentrionale della Francia. Questi luoghi hanno una evidente caratteristica che li accomuna: la verticalità. Questi edifici sono posti infatti in posizioni elevate caratterizzate da una visuale incredibilmente panoramica sul territorio circostante.
Un elemento peculiare che abbiamo rilevato presso la Chiesa di San Michele a Ome e che ci proponiamo di verificare negli altri edifici sacri dedicati al santo, è l'elevato campo magnetico terrestre che si registra nei pressi dell'edificio. Abbiamo infatti registrato un campo medio pari a circa 80 μT. Il valore del campo magnetico terrestre varia in intensità da circa 20 μT all'equatore a 70 μT ai poli. Ovviamente non siamo in grado di affermare, allo stato attuale delle cose, che vi sia un preciso legame tra le particolari caratteristiche geomagnetiche di questo sito e la scelta di edificarvi un edificio di culto dedicato a San Michele, certo risulta un rilievo peculiare, degno di nota e di futura verifica.
Bibiografia:
- La Terra di Ome in Età Medievale, Gabriele Archetti - Angelo Valsecchi, Brescia 2003
- Il Campo Magnetico Terrestre, www.openfisica.com
Questo articolo è pubblicato originariamente sul blog Montezaga (montezaga.wordpress.com) →







