Chiesa di Sant’Irene e convento dei Cappuccini a Catignano (PE)
Inquadramento storico
Il complesso sorge in contrada Cappuccini, poco fuori dal centro di Catignano, su un sito attestato dalle carte dell’abbazia benedettina di San Bartolomeo a Carpineto della Nora: la chiesa e l’annesso monastero furono avviati dai Benedettini tra XI e XII secolo.
Con bolla di Gregorio XIII (1579) il complesso passò ai frati cappuccini, che nel tempo intervennero con ampliamenti e aggiornamenti decorativi. Dopo le soppressioni ottocentesche (1866-67) seguì un periodo di abbandono finché, negli anni Trenta del Novecento, i Padri Amigoniani riattivarono il convento. Nel secondo dopoguerra la Soprintendenza promosse un “ripristino” in senso romanico, che comportò la rimozione delle volte più tarde a favore di capriate lignee a vista, la ricostruzione delle absidi laterali e la semplificazione degli apparati decorativi. La chiesa fu quindi dichiarata Monumento Nazionale nel 1950.
Architettura
L’aula presenta impianto a tre navate concluse da tre absidi; le navate sono scandite da archi su pilastri e colonne cilindriche. La copertura attuale è a capriate lignee (esito del restauro novecentesco).
La facciata “a salienti”, in muratura a vista, è sobria: si apre con portale strombato dai fianchi scolpiti, una lunetta a tutto sesto che accoglie una scultura medievale (XII-XIII secolo), due feritoie strombate e un rosone centrale. All’interno, capitelli tozzi con semplici motivi vegetali ribadiscono il lessico essenziale del romanico abruzzese.
Il portale e i segni di devozione popolare
Sulle facce interne degli stipiti del portale sono incisi graffiti tradizionalmente interpretati come “sandali del pellegrino” e altre marcature devozionali; nella lunetta si conserva una piccola statua lapidea, attribuita alla produzione locale tra XII e XIII secolo, variamente letta come Vergine col Bambino oppure Sant’Anna con la Vergine bambina.
Apparati e arredi
Fonti locali ricordano un’abside un tempo completamente dipinta (con due grandi santi ai lati della finestra), oggi spogliata delle decorazioni a seguito dei restauri novecenteschi.
Il culto di Sant’Irene e il ruolo dei Cappuccini
Il complesso è detto anche “Santuario di Santa Irene” per la presenza delle reliquie della martire, provenienti dalle catacombe di Priscilla (Roma). La documentazione riferisce l’affidamento delle reliquie a padre Enrico da Catignano nel 1834; sono attestate in chiesa nel corso dell’Ottocento (una tradizione locale ne ricorda l’esposizione dal 1847) e oggi sono custodite in una cappella laterale. Ogni fine giugno la comunità celebra la traslazione.
Valore e lettura critica
L’insieme conserva l’impianto abbaziale romanico e un portale di notevole interesse, ma la storia degli interventi – cappuccini in età moderna e “regressivi” restauri del Novecento – rende oggi complessa la lettura stratigrafica: molti apparati postmedievali sono stati rimossi per restituire un’immagine considerata “originaria”. Per questo la chiesa è, allo stesso tempo, documento del romanico abruzzese e testimonianza delle pratiche di restauro del XX secolo.
Riferimenti essenziali
CEI – 8xmille, scheda del progetto “Chiesa e convento di S. Irene…”, con inquadramento storico-architettonico e descrizione della facciata/impianto.
Pro Loco di Catignano, profilo storico con bolla del 1579, vicende ottocentesche e novecentesche, note su portale, capitelli e antiche pitture.
FAI – I Luoghi del Cuore, scheda divulgativa su pianta a tre navate, coperture, portale con graffiti e note sulle reliquie.
Santuari Italiani, nota sul vincolo come Monumento Nazionale (1950) e sull’abside dipinta.
Alcune immagini di questo articolo sono ospitate su siti esterni e si aprono in una nuova scheda.
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