Maya: la madre del Salvatore del Mondo
FotoimagesNella più antica versione relativa al mito della nascita del Buddha la giovane madre Maya, dopo aver portato in grembo per dieci mesi lunari esatti il "Salvatore del mondo", desiderò partorire a casa della propria madre. Lungo il tragitto, che compì trasportata su una portantina d'oro, erano stati disposti per onorarla bandiere, striscioni e alberi fioriti. Il corteo giunse a un certo punto in un bellissimo giardino di shoree, delle piante molto diffuse in India, in quel momento in piena fioritura. Affascinata da tanta bellezza, Maya volle trattenersi un poco in quel luogo incantevole; scese dunque dalla portantina e, assieme al suo seguito, avanzò nel boschetto. Improvvisamente, ai piedi di un grandissimo albero di shorrea, fu assalita dalle doglie. Tese la mano in alto per aggrapparsi a qualcosa e l'albero fece protendere verso di lei un grande ramo fiorito come un giunco flessibile, cui Maya si aggrappò. In piedi, reggendosi al ramo, Maya partorì il Buddha dal suo fianco destro. Quattro divinità "dalla mente pura" scesero istantaneamente dal cielo e raccolsero in una rete d'oro il neonato, che deposero ai piedi della madre pronunciando queste parole:"Rallegrati, o regina! Hai partorito un grande figlio!" Intanto, dai cieli, scaturirono due ruscelli d'acqua, che rinfrescarono la madre e il bambino. Subito dopo quest'ultimo si alzò in piedi, si volse verso est, fece sette passi, alzò la mano destra a indicare il cielo e abbassò la sinistra verso la terra facendo risuonare il grido di tutti i Buddha:"Mondi superni, mondi inferi! Io sono il centro di tutti i mondi!"
Bibliografia:
- Miti del Mondo. Gli Dei e gli Eroi delle grandi civiltà del passato, Angela Cerinotti, Giunti 2006
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